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Fin quando l’assemblea non disponga la distribuzione
degli utili in favore dei soci, l’asserita sottrazione indebita di
tali utili ad opera dell’amministratore di società a responsabilità
limitata lede il patrimonio sociale e solo indirettamente si
ripercuote sulla posizione giuridica e sull’interesse economico del
singolo socio, cui non compete pertanto l’azione contemplata
dall’art. 2395 c.c. (n. 1088: Cass., sez. I, 28-05-2004, n. 10271).
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Nella impugnazione per nullità della deliberazione di
approvazione di un bilancio redatto in violazione delle prescrizioni
legali l’interesse del socio non dipende solo dalla negazione della
sua aspettativa alla percezione di un dividendo o, comunque, di un
immediato vantaggio patrimoniale che una diversa e più corretta
formulazione del bilancio possa eventualmente evidenziare. Poiché al
contrario può invece nascere dal fatto che la poca chiarezza o la
scorrettezza del bilancio non permetta al socio di avere tutte le
informazioni – (che influisce anche sul valore della singola quota
di partecipazione) - che il bilancio dovrebbe offrirgli, ed alle
quali, attraverso la declaratoria di nullità e la conseguente
necessaria elaborazione di un nuovo bilancio emendato dai vizi del
precedente, egli legittimamente aspira. (n. 999: Cass., sez. I,
24-12-2004, n. 23976).
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